+39.3517163853

Prezzo per ristrutturare il bagno

Non è per niente facile stabilire in astratto il prezzo per ristrutturare il bagno e questo perché ogni condizione di partenza è diversa dalle altre e quindi non si possono sparare cifre a caso.

 

Di certo potrebbe essere un intervento molto costoso se le condizioni di quel bagno sono fatiscenti e parliamo ad esempio di quelle persone che vivono in una casa molto vecchia che magari hanno ereditato dai genitori o dai nonni ed è una casa che a un certo punto dovranno prendere in considerazione di ristrutturare se ci vogliono stare comodi all’interno.

 

Anche perché, quando le condizioni della stessa iniziano a diventare complesse perché troppo fatiscenti o decidiamo di ristrutturarla, o sennò dobbiamo essere onesti con noi stessi e pensare di venderla e lasciare questo compito ai nuovi inquilini e noi trovare delle altre soluzioni diverse.

 

Certo è quello che potrebbe aiutare le persone che sono indecise e avere un’impresa edile di riferimento con la quale già potersi confrontare per capire le basi del progetto che poi dovranno essere messe nero su bianco grazie al contributo di tutti, in primis quello di professionisti che collaborano con questa impresa edili e pensiamo agli architetti, agli ingegneri e i geometri e anche ai designer di interni.

 

In questo modo le persone in questione si sentono più incoraggiate a prendere il toro dalle corna e potrebbero iniziare dal bagno e non dalle altre stanze, bagno che oggettivamente rappresenta la stanza più importante forse insieme alla cucina.

 

Se ci pensiamo bene non possiamo vivere anche in una casa dove magari ancora non abbiamo ristrutturato il salotto e quindi possiamo non frequentarlo in quel periodo, però senza un bagno decente in casa non si può stare e quindi anche quella diventerebbe poco agibile.

 

Soprattutto quando poi questo bagno inizia ad avere dei problemi strutturali gravi che riguardano i sanitari e anche l’impianto idraulico e in quel caso bisogna intervenire nel più breve tempo possibile.

 

Dobbiamo andare a parlare con il commercialista prima di pensare alla ristrutturazione del bagno

 

Come dicevamo dal titolo di questa seconda parte dobbiamo andare a parlare con il commercialista prima di metterci d’accordo con l’impresa edile rispetto alla ristrutturazione.

 

Tutto ciò perché potrebbe darci dei suggerimenti rispetto alla possibilità di ricevere dei bonus e degli incentivi fiscali che i vari governi mettono a disposizione per quelle persone che decidono di ristrutturare, in questo caso un bagno, migliorando l’efficienza energetica di quel locale.

 

Chiaramente tutto ciò sarebbe un incentivo non da poco e solo a quel punto si potrà iniziare a prendersi cura della parte della progettazione e poi dell’esecuzione del progetto.

 

Si partirà intanto con un sopralluogo, come sempre succede in questi casi, che permette ai tecnici e ai collaboratori dell’impresa edile che abbiamo scelto di controllare e osservare la situazione da vicino e per esempio a quel punto poter fare un preventivo più dettagliato e più credibile.

 

Una cosa che è sempre bisognerà specificare riguarda i tempi di consegna dei lavori, tempistiche bisognerà mettere nero su bianco.


Link Utili:

Forse non sapevi che…

Lo scaldabagno è un apparecchio la cui funzione è quella di riscaldare l’acqua di un impianto idraulico locale. È molto diffuso in abitazioni/uffici con impianto di riscaldamento ambientale centralizzato o assente – in ogni caso quando non attivo per il riscaldamento dell’acqua per l’utilizzo diretto per igiene/cucina, mentre in strutture con termo autonomo spesso viene sostituito da un modello di caldaia per il riscaldamento avente anche funzione di scaldabagno. I modelli più diffusi sono lo scaldabagno elettrico e lo scaldabagno a gas. Il nome deriva dal fatto che tradizionalmente veniva installato nella stanza del bagno proprio con lo scopo di produrre solo l’acqua calda necessaria per l’igiene delle persone, in un periodo storico in cui non vi era altro genere di impianti di riscaldamento o necessità di produzione di acqua calda per usi diversi dall’igiene personale.

Tipologia

Elettrico (boiler)

Lo scaldabagno elettrico si basa sull’effetto Joule: l’energia elettrica alimenta una serpentina costituita da un resistore, la quale sviluppa calore che viene ceduto all’acqua all’interno di un serbatoio, che quindi si riscalda. È presente un termostato che tiene sotto controllo la temperatura dell’acqua e regola l’accensione e lo spegnimento della serpentina in modo da mantenere la temperatura sempre all’interno di un range di 35-60 °C. Il suo utilizzo si perfeziona miscelando l’acqua da esso riscaldata con quella (fredda) presente normalmente nell’impianto idraulico a piacimento dell’utilizzatore finale. Questo tipo di scaldabagno, detto anche boiler, trova impiego nelle abitazioni dove non sono previste spese eccessive di energia elettrica per altre cause, poiché effettua un grosso assorbimento di corrente elettrica, l’acqua impiega molto tempo a riscaldarsi e, una volta calda, a causa del limitato isolamento termico del serbatoio, tende a raffreddarsi velocemente, e la resistenza deve lavorare di continuo per mantenerla in temperatura. Esiste anche lo scaldabagno elettrico “istantaneo”, non ad accumulo, nel quale l’acqua viene scaldata solo al momento in cui ce n’è bisogno e nella quantità necessaria, ma che generalmente ha una potenza assorbita istantanea notevolmente più elevata (da 3 a oltre 10 kW) contro gli 1-2 kW di un comune boiler ad accumulo. Un tipo di boiler elettrico ad accumulo che sta prendendo piede è il sistema a pompa di calore, costituito da un boiler elettrico ad accumulo in cui il riscaldamento avviene inizialmente tramite una pompa di calore, molto più efficiente di una resistenza, fino a quando l’acqua raggiunge una temperatura intorno ai 55 °C, dopodiché il riscaldamento finale a 60 – 80 °C (anti-legionella) viene effettuato con la normale resistenza, poiché la pompa di calore è meno efficiente della resistenza alle alte temperature.

A gas (caldaia)

Lo scaldabagno a gas, invece che con una serpentina elettrica, riscalda l’acqua mediante una fiamma alimentata a gas metano, butano o GPL, modulando l’intero flusso idrico a una temperatura prefissata. A differenza dello scaldabagno elettrico, che rimane acceso anche per diverse ore per mantenere l’acqua in temperatura per colpa della normale perdita di calore dell’acqua all’interno del serbatoio, lo scaldabagno a gas accende istantaneamente la fiamma ogni volta che viene richiesta acqua calda e la spegne appena la richiesta viene interrotta, ed è quindi molto più conveniente dal punto di vista economico. Uno scaldabagno a gas è costituito da un corpo metallico contenente un tubo che corre a spirale al di sopra di una platea di ugelli per fiamma, e può utilizzare una fiamma pilota. Il funzionamento è relativamente semplice: la decompressione dell’acqua dovuta all’apertura del rubinetto apre una valvola che porta un notevole afflusso di gas agli ugelli, questo gas viene innescato dalla fiamma pilota, brucia e riscalda così l’acqua che passa nel tubo a spirale. Alla chiusura del rubinetto, la valvola toglie gas agli ugelli. La fiammella pilota deve restare sempre accesa: in caso di spegnimento accidentale (ad esempio per un colpo d’aria o una bolla nell’impianto di alimentazione a gas) una termocoppia (o un altro dispositivo di rilevazione) rileva l’assenza della fiamma e blocca completamente l’afflusso di gas fino a quando non viene eseguito un ripristino manuale, per evitare perdite di gas e conseguenti potenziali incidenti. Nei modelli più recenti la fiamma pilota è spesso sostituita da una scintilla elettrica che viene scoccata da un elettrodo o da una resistenza elettrica, che svolgono la stessa funzione (è sempre presente un rilevatore che nel caso in cui la scintilla non riesca ad accendere la fiamma manda in blocco l’apparecchio). In questo modo si ottiene un ulteriore risparmio economico, in quanto si elimina il consumo di gas dovuto alla fiamma pilota e si utilizza soltanto il gas strettamente necessario per il riscaldamento dell’acqua. Essendo dotato di dispositivi meccanici abbastanza delicati, atti a regolare il flusso dell’acqua, le case costruttrici consigliano all’atto dell’installazione di uno scaldabagno a gas l’impiego di un filtro meccanico, il quale serve a fermare le impurità solide eventualmente presenti nell’acqua di ingresso.

A legna

Lo scaldabagno a legna è un apparecchio nato nel corso del XX secolo per riscaldare l’acqua del bagno. È in uso ancora oggi, dato che il riscaldamento dell’acqua è rapido e poco costoso. Il principio di funzionamento è con alimentazione solida, in quanto il calore si ottiene bruciando legna nel fornello posto sotto il serbatoio. Oggi questo dispositivo esiste anche abbinato ad alimentazione elettrica con resistenza 1000-1200W.