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Ristrutturazione bagno chiavi in mano

Sicuramente sono molto poche le persone che leggeranno questo articolo che non hanno sentito ancora parlare di ristrutturazione bagno chiavi in mano anche se non hanno avuto un’esperienza diretta e questo perché è una denominazione che ormai si sente spesso e volentieri non solo per la ristrutturazione del bagno, ma per qualsiasi altro locale.

 

Certo potremmo anche dire che è una denominazione della quale qualche impresa potrebbe abusare per farsi pubblicità e quindi per una politica di marketing aggressiva, quando in realtà per parlare di chiavi in mano ci vogliono dei presupposti ben precisi.

 

Infatti, la denominazione chiavi in mano comunque ha a che vedere con un’impresa edile che noi troviamo e magari potremmo già avere una di riferimento e di fiducia che si occuperà praticamente di tutte le fasi della ristrutturazione del bagno, bagno che ci sarà consegnato perfettamente per essere di nuovo utilizzabile, ed ecco la denominazione delle chiavi in mano.

 

Parliamo di una denominazione che fa intendere che noi non dovremo fare nulla e quindi per esempio non dovremo occuparci nemmeno di trovare quei negozi che vendono i materiali da mettere in un bagno, o di trovare altri professionisti che sono utili all’interno di questa ristrutturazione.

 

Così come stiamo parlando di un’impresa edile che si occuperà di coordinare tutti i vari professionisti sempre però interloquendo con il cliente in questione, cliente che deve essere coinvolto da questo punto di vista perché comunque devono essere fatte delle scelte ben precise da questo punto di vista.

 

Intanto il cliente dovrà parlare con l’impresa spiegando il budget che comunque ha a disposizione perché, quando non abbiamo quella cifra in testa diventa complicato pensare a quello che si può fare per quel bagno.

 

Soprattutto quando parliamo di un bagno che si trova in condizioni fatiscenti perché magari viviamo in quella casa da molti anni ed è una casa che abbiamo ereditato dai genitori ed era già vecchia e quindi è chiaro che poi ci si trovava ad un punto di svolta che dobbiamo decidere di ristrutturarla partendo da una stanza alla volta ed è chiaro che le persone partono dal bagno che comunque è la stanza più importante.

 

Confrontarsi con un’impresa all’interno di un sopralluogo prima della ristrutturazione del bagno è fondamentale

 

Come dicevamo dal titolo di questa seconda parte e come sempre diciamo in questi casi prima di una qualsiasi ristrutturazione non solo di un bagno, è sempre importante confrontarsi con l’impresa alla quale abbiamo affidato questo lavoro all’interno di un sopralluogo.

 

Questo perché nel caso specifico l’impresa vorrà vedere le condizioni del bagno e vorrà osservare da vicino la situazione anche per quanto riguarda i sanitari e soprattutto per quanto riguarda l’impianto idraulico e le tubazioni in generale.

 

Ad esempio, se quest’ultime sono rotte o sono molto vecchie o sono arrugginite è chiaro che l’intervento diventa più complesso e loro devono saperlo in anticipo per poter preparare al meglio.

 

Significa capire quante persone saranno necessarie per portarlo a termine e significa anche poter fare un preventivo molto dettagliato che il cliente sicuramente apprezzerà.


Link Utili:

Forse non sapevi che…

Lo scaldabagno è un apparecchio la cui funzione è quella di riscaldare l’acqua di un impianto idraulico locale. È molto diffuso in abitazioni/uffici con impianto di riscaldamento ambientale centralizzato o assente – in ogni caso quando non attivo per il riscaldamento dell’acqua per l’utilizzo diretto per igiene/cucina, mentre in strutture con termo autonomo spesso viene sostituito da un modello di caldaia per il riscaldamento avente anche funzione di scaldabagno. I modelli più diffusi sono lo scaldabagno elettrico e lo scaldabagno a gas. Il nome deriva dal fatto che tradizionalmente veniva installato nella stanza del bagno proprio con lo scopo di produrre solo l’acqua calda necessaria per l’igiene delle persone, in un periodo storico in cui non vi era altro genere di impianti di riscaldamento o necessità di produzione di acqua calda per usi diversi dall’igiene personale.

Tipologia

Elettrico (boiler)

Lo scaldabagno elettrico si basa sull’effetto Joule: l’energia elettrica alimenta una serpentina costituita da un resistore, la quale sviluppa calore che viene ceduto all’acqua all’interno di un serbatoio, che quindi si riscalda. È presente un termostato che tiene sotto controllo la temperatura dell’acqua e regola l’accensione e lo spegnimento della serpentina in modo da mantenere la temperatura sempre all’interno di un range di 35-60 °C. Il suo utilizzo si perfeziona miscelando l’acqua da esso riscaldata con quella (fredda) presente normalmente nell’impianto idraulico a piacimento dell’utilizzatore finale. Questo tipo di scaldabagno, detto anche boiler, trova impiego nelle abitazioni dove non sono previste spese eccessive di energia elettrica per altre cause, poiché effettua un grosso assorbimento di corrente elettrica, l’acqua impiega molto tempo a riscaldarsi e, una volta calda, a causa del limitato isolamento termico del serbatoio, tende a raffreddarsi velocemente, e la resistenza deve lavorare di continuo per mantenerla in temperatura. Esiste anche lo scaldabagno elettrico “istantaneo”, non ad accumulo, nel quale l’acqua viene scaldata solo al momento in cui ce n’è bisogno e nella quantità necessaria, ma che generalmente ha una potenza assorbita istantanea notevolmente più elevata (da 3 a oltre 10 kW) contro gli 1-2 kW di un comune boiler ad accumulo. Un tipo di boiler elettrico ad accumulo che sta prendendo piede è il sistema a pompa di calore, costituito da un boiler elettrico ad accumulo in cui il riscaldamento avviene inizialmente tramite una pompa di calore, molto più efficiente di una resistenza, fino a quando l’acqua raggiunge una temperatura intorno ai 55 °C, dopodiché il riscaldamento finale a 60 – 80 °C (anti-legionella) viene effettuato con la normale resistenza, poiché la pompa di calore è meno efficiente della resistenza alle alte temperature.

A gas (caldaia)

Lo scaldabagno a gas, invece che con una serpentina elettrica, riscalda l’acqua mediante una fiamma alimentata a gas metano, butano o GPL, modulando l’intero flusso idrico a una temperatura prefissata. A differenza dello scaldabagno elettrico, che rimane acceso anche per diverse ore per mantenere l’acqua in temperatura per colpa della normale perdita di calore dell’acqua all’interno del serbatoio, lo scaldabagno a gas accende istantaneamente la fiamma ogni volta che viene richiesta acqua calda e la spegne appena la richiesta viene interrotta, ed è quindi molto più conveniente dal punto di vista economico. Uno scaldabagno a gas è costituito da un corpo metallico contenente un tubo che corre a spirale al di sopra di una platea di ugelli per fiamma, e può utilizzare una fiamma pilota. Il funzionamento è relativamente semplice: la decompressione dell’acqua dovuta all’apertura del rubinetto apre una valvola che porta un notevole afflusso di gas agli ugelli, questo gas viene innescato dalla fiamma pilota, brucia e riscalda così l’acqua che passa nel tubo a spirale. Alla chiusura del rubinetto, la valvola toglie gas agli ugelli. La fiammella pilota deve restare sempre accesa: in caso di spegnimento accidentale (ad esempio per un colpo d’aria o una bolla nell’impianto di alimentazione a gas) una termocoppia (o un altro dispositivo di rilevazione) rileva l’assenza della fiamma e blocca completamente l’afflusso di gas fino a quando non viene eseguito un ripristino manuale, per evitare perdite di gas e conseguenti potenziali incidenti. Nei modelli più recenti la fiamma pilota è spesso sostituita da una scintilla elettrica che viene scoccata da un elettrodo o da una resistenza elettrica, che svolgono la stessa funzione (è sempre presente un rilevatore che nel caso in cui la scintilla non riesca ad accendere la fiamma manda in blocco l’apparecchio). In questo modo si ottiene un ulteriore risparmio economico, in quanto si elimina il consumo di gas dovuto alla fiamma pilota e si utilizza soltanto il gas strettamente necessario per il riscaldamento dell’acqua. Essendo dotato di dispositivi meccanici abbastanza delicati, atti a regolare il flusso dell’acqua, le case costruttrici consigliano all’atto dell’installazione di uno scaldabagno a gas l’impiego di un filtro meccanico, il quale serve a fermare le impurità solide eventualmente presenti nell’acqua di ingresso.

A legna

Lo scaldabagno a legna è un apparecchio nato nel corso del XX secolo per riscaldare l’acqua del bagno. È in uso ancora oggi, dato che il riscaldamento dell’acqua è rapido e poco costoso. Il principio di funzionamento è con alimentazione solida, in quanto il calore si ottiene bruciando legna nel fornello posto sotto il serbatoio. Oggi questo dispositivo esiste anche abbinato ad alimentazione elettrica con resistenza 1000-1200W.