Parlare di ristrutturazione bagno completo già di per sé è un qualcosa che metterà ansia e quelle persone che non amano di sicuro avere degli operai in casa e soprattutto non vorrebbero mai dover investire quei soldi, ma il problema è che in certi casi non si può fare diversamente.
Questo succede quando quel bagno inizia a mostrare dei segni di usura preoccupanti ne segnalano delle condizioni fatiscenti e pensiamo a quando una vasca inizia ad avere delle crepe o i sanitari iniziano a essere in condizioni disastrose e la stessa cosa per quanto riguarda le piastrelle.
Quando ci si trova poi in quella situazione è inutile continuare a perdere tempo e a rimandare qualcosa che non è più rimandabile, ma è molto meglio cercare un’impresa edile alla quale parlare di questo intervento di ristrutturazione completa, l’intervento che avrà l’obiettivo di rinnovare radicalmente quell’ ambiente rendendolo più confortevole, più funzionale e più luminoso.
Chiaramente non sarà un qualcosa di semplice e ci vorrà pazienza soprattutto se si parla di un bagno grande e comunque un intervento del genere coinvolgerà varie fasi che devono essere prese tutte in debita considerazione e dipenderà molto anche dalle condizioni di partenza del bagno perché alcune situazioni sono più drammatiche degli altri.
Intanto gli esperti vogliono subito venire a fare un sopralluogo per la situazione da vicino perché non è la stessa cosa rispetto per ricevere dei video o delle fotografie su WhatsApp oppure per e-mail.
Infatti, da vicino per esempio potranno controllare lo stato delle tubazioni e più In generale dell’impianto idraulico perché ove queste si trovassero in delle situazioni complesse di quelle che pensavano anche l’intervento di ristrutturazione sarà molto più delicato e soprattutto costerà di più.
Oppure al contrario possiamo parlare con le persone che si erano fasciate la testa prima di rompersela pensando che la situazione del bagno fosse molto grave e in realtà poi tecnici durante il sopralluogo cercheranno di tranquillizzare che comunque la situazione meno complessa di quello che pensavano anche loro dopo aver visto magari delle foto.
Inutile pensare a ristrutturare un bagno per intero se non sappiamo quanto possiamo spendere
Come dicevamo dal titolo di questa seconda parte e di sicuro sarebbero d’accordo i professionisti che lavorano all’interno delle imprese edili ha poco senso parlare di ristrutturazione del bagno e quindi di progettazione e poi esecuzione dei lavori se il cliente non sa quanto può spendere.
Senza sapere il budget non si possono fare delle scelte consapevoli e anzi il rischio di perdere solamente tempo perché i professionisti in questione ci danno dei consigli che però poi noi non possiamo ascoltare perché non ci possiamo permettere di spendere quei soldi.
Molto meglio subito pensare a quello e se parliamo di famiglie discutere tra loro ma era all’interno di una cena e quindi capire quanto si può spendere senza mettere in difficoltà il bilancio familiare.
O un‘altra cosa potremmo chiedere al commercialista se abbiamo diritto a ricevere dei bonus fiscali che ci permetterebbero di recuperare i soldi in futuro.
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Forse non sapevi che…
Lo scaldabagno è un apparecchio la cui funzione è quella di riscaldare l’acqua di un impianto idraulico locale. È molto diffuso in abitazioni/uffici con impianto di riscaldamento ambientale centralizzato o assente – in ogni caso quando non attivo per il riscaldamento dell’acqua per l’utilizzo diretto per igiene/cucina, mentre in strutture con termo autonomo spesso viene sostituito da un modello di caldaia per il riscaldamento avente anche funzione di scaldabagno. I modelli più diffusi sono lo scaldabagno elettrico e lo scaldabagno a gas. Il nome deriva dal fatto che tradizionalmente veniva installato nella stanza del bagno proprio con lo scopo di produrre solo l’acqua calda necessaria per l’igiene delle persone, in un periodo storico in cui non vi era altro genere di impianti di riscaldamento o necessità di produzione di acqua calda per usi diversi dall’igiene personale.
Tipologia
Elettrico (boiler)
Lo scaldabagno elettrico si basa sull’effetto Joule: l’energia elettrica alimenta una serpentina costituita da un resistore, la quale sviluppa calore che viene ceduto all’acqua all’interno di un serbatoio, che quindi si riscalda. È presente un termostato che tiene sotto controllo la temperatura dell’acqua e regola l’accensione e lo spegnimento della serpentina in modo da mantenere la temperatura sempre all’interno di un range di 35-60 °C. Il suo utilizzo si perfeziona miscelando l’acqua da esso riscaldata con quella (fredda) presente normalmente nell’impianto idraulico a piacimento dell’utilizzatore finale. Questo tipo di scaldabagno, detto anche boiler, trova impiego nelle abitazioni dove non sono previste spese eccessive di energia elettrica per altre cause, poiché effettua un grosso assorbimento di corrente elettrica, l’acqua impiega molto tempo a riscaldarsi e, una volta calda, a causa del limitato isolamento termico del serbatoio, tende a raffreddarsi velocemente, e la resistenza deve lavorare di continuo per mantenerla in temperatura. Esiste anche lo scaldabagno elettrico “istantaneo”, non ad accumulo, nel quale l’acqua viene scaldata solo al momento in cui ce n’è bisogno e nella quantità necessaria, ma che generalmente ha una potenza assorbita istantanea notevolmente più elevata (da 3 a oltre 10 kW) contro gli 1-2 kW di un comune boiler ad accumulo. Un tipo di boiler elettrico ad accumulo che sta prendendo piede è il sistema a pompa di calore, costituito da un boiler elettrico ad accumulo in cui il riscaldamento avviene inizialmente tramite una pompa di calore, molto più efficiente di una resistenza, fino a quando l’acqua raggiunge una temperatura intorno ai 55 °C, dopodiché il riscaldamento finale a 60 – 80 °C (anti-legionella) viene effettuato con la normale resistenza, poiché la pompa di calore è meno efficiente della resistenza alle alte temperature.
A gas (caldaia)
Lo scaldabagno a gas, invece che con una serpentina elettrica, riscalda l’acqua mediante una fiamma alimentata a gas metano, butano o GPL, modulando l’intero flusso idrico a una temperatura prefissata. A differenza dello scaldabagno elettrico, che rimane acceso anche per diverse ore per mantenere l’acqua in temperatura per colpa della normale perdita di calore dell’acqua all’interno del serbatoio, lo scaldabagno a gas accende istantaneamente la fiamma ogni volta che viene richiesta acqua calda e la spegne appena la richiesta viene interrotta, ed è quindi molto più conveniente dal punto di vista economico. Uno scaldabagno a gas è costituito da un corpo metallico contenente un tubo che corre a spirale al di sopra di una platea di ugelli per fiamma, e può utilizzare una fiamma pilota. Il funzionamento è relativamente semplice: la decompressione dell’acqua dovuta all’apertura del rubinetto apre una valvola che porta un notevole afflusso di gas agli ugelli, questo gas viene innescato dalla fiamma pilota, brucia e riscalda così l’acqua che passa nel tubo a spirale. Alla chiusura del rubinetto, la valvola toglie gas agli ugelli. La fiammella pilota deve restare sempre accesa: in caso di spegnimento accidentale (ad esempio per un colpo d’aria o una bolla nell’impianto di alimentazione a gas) una termocoppia (o un altro dispositivo di rilevazione) rileva l’assenza della fiamma e blocca completamente l’afflusso di gas fino a quando non viene eseguito un ripristino manuale, per evitare perdite di gas e conseguenti potenziali incidenti. Nei modelli più recenti la fiamma pilota è spesso sostituita da una scintilla elettrica che viene scoccata da un elettrodo o da una resistenza elettrica, che svolgono la stessa funzione (è sempre presente un rilevatore che nel caso in cui la scintilla non riesca ad accendere la fiamma manda in blocco l’apparecchio). In questo modo si ottiene un ulteriore risparmio economico, in quanto si elimina il consumo di gas dovuto alla fiamma pilota e si utilizza soltanto il gas strettamente necessario per il riscaldamento dell’acqua. Essendo dotato di dispositivi meccanici abbastanza delicati, atti a regolare il flusso dell’acqua, le case costruttrici consigliano all’atto dell’installazione di uno scaldabagno a gas l’impiego di un filtro meccanico, il quale serve a fermare le impurità solide eventualmente presenti nell’acqua di ingresso.
A legna
Lo scaldabagno a legna è un apparecchio nato nel corso del XX secolo per riscaldare l’acqua del bagno. È in uso ancora oggi, dato che il riscaldamento dell’acqua è rapido e poco costoso. Il principio di funzionamento è con alimentazione solida, in quanto il calore si ottiene bruciando legna nel fornello posto sotto il serbatoio. Oggi questo dispositivo esiste anche abbinato ad alimentazione elettrica con resistenza 1000-1200W.