Quando parliamo del servizio di ristrutturazione bagno tutto compreso parliamo di quel servizio che viene anche definito chiavi in mano e che è un’opzione ormai è molto diffusa e molto popolare per quelle persone che vogliono rinnovare in questo caso il loro bagno per casa loro o anche per qualsiasi altro loro locale di proprietà che può essere un ufficio, che può essere un negozio, o che può essere qualsiasi altro tipo di locale commerciale aperto al pubblico.
Praticamente un servizio del genere è molto utile perché ci dà la comodità di avere un unico responsabile che si occupa dell’intero processo di ristrutturazione dalla progettazione alla consegna finale e quindi una praticamente non dovremo occuparci di nulla e di tutte le fasi se ne occuperà l’impresa edile alla quale abbiamo affidato questo compito.
Certo è che se ne abbiamo già una di riferimento molto meglio perché almeno non dovremmo investire del tempo per la ricerca, che poi spesso significa cercare un ago in un pagliaio se viviamo in una grande città dove le imprese di sicuro non mancano.
Appena avremo trovato una che ci convince magari perché ce l’ha consigliato qualche amico oppure perché abbiamo letto delle ottime recensioni on-line dei vecchi clienti che hanno avuto delle esperienze positive rispetto alla ristrutturazione di un bagno, dobbiamo metterci a tavolino e occuparci delle varie fasi.
Ormai c’è da sottolineare che molte persone prima di scegliere una qualsiasi impresa e un qualsiasi professionista per qualsiasi servizio si affidano alle recensioni per avere dei feedback in più.
Per quanto riguarda le varie fasi alle quali facevamo riferimento la prima molto importante riguarda una fase di pianificazione e progettazione, rispetto alla quale il cliente deve lavorare a stretto contatto con un team di professionisti che si occuperanno di questo lavoro e parliamo di architetti o dei geometri e ingegneri e l’imprenditore edile ed è un momento importante per definire le proprie esigenze e le proprie aspettative rispetto a quella ristrutturazione.
Quando c’è da ristrutturare un bagno un bagno non si può sottovalutare nessuna fase
Per quanto riguarda le altre fasi alle quali facciamo riferimento nel titolo di questa seconda parte la seconda chiaramente riguarda l’esecuzione dei lavori nel concreto ed è una fase all’interno della quale i professionisti dovranno occuparsi delle varie attività che servono per portare a termine nel migliore dei modi.
Questo significa intanto demolire quello che c’è in quel locale e quindi per esempio sostituire i vecchi sanitari o anche le piastrelle e occuparsi poi dell’installazione dei nuovi sanitari e anche della posa di pavimenti quando è necessario.
Solo a quel punto si potrà passare alla fase successiva che riguarda quella fase di consegna e di completamento rispetto alla quale i professionisti si occuperanno degli ultimi dettagli, in modo da poter garantire un risultato finale rispetto alla ristrutturazione del bagno che sia conforme alle aspettative e ai desideri del cliente.
Molto importante sarà fare una verifica del corretto funzionamento dell’impianto idraulico in modo che la persona però abbia problemi con lo stesso.
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Forse non sapevi che…
Lo scaldabagno è un apparecchio la cui funzione è quella di riscaldare l’acqua di un impianto idraulico locale. È molto diffuso in abitazioni/uffici con impianto di riscaldamento ambientale centralizzato o assente – in ogni caso quando non attivo per il riscaldamento dell’acqua per l’utilizzo diretto per igiene/cucina, mentre in strutture con termo autonomo spesso viene sostituito da un modello di caldaia per il riscaldamento avente anche funzione di scaldabagno. I modelli più diffusi sono lo scaldabagno elettrico e lo scaldabagno a gas. Il nome deriva dal fatto che tradizionalmente veniva installato nella stanza del bagno proprio con lo scopo di produrre solo l’acqua calda necessaria per l’igiene delle persone, in un periodo storico in cui non vi era altro genere di impianti di riscaldamento o necessità di produzione di acqua calda per usi diversi dall’igiene personale.
Tipologia
Elettrico (boiler)
Lo scaldabagno elettrico si basa sull’effetto Joule: l’energia elettrica alimenta una serpentina costituita da un resistore, la quale sviluppa calore che viene ceduto all’acqua all’interno di un serbatoio, che quindi si riscalda. È presente un termostato che tiene sotto controllo la temperatura dell’acqua e regola l’accensione e lo spegnimento della serpentina in modo da mantenere la temperatura sempre all’interno di un range di 35-60 °C. Il suo utilizzo si perfeziona miscelando l’acqua da esso riscaldata con quella (fredda) presente normalmente nell’impianto idraulico a piacimento dell’utilizzatore finale. Questo tipo di scaldabagno, detto anche boiler, trova impiego nelle abitazioni dove non sono previste spese eccessive di energia elettrica per altre cause, poiché effettua un grosso assorbimento di corrente elettrica, l’acqua impiega molto tempo a riscaldarsi e, una volta calda, a causa del limitato isolamento termico del serbatoio, tende a raffreddarsi velocemente, e la resistenza deve lavorare di continuo per mantenerla in temperatura. Esiste anche lo scaldabagno elettrico “istantaneo”, non ad accumulo, nel quale l’acqua viene scaldata solo al momento in cui ce n’è bisogno e nella quantità necessaria, ma che generalmente ha una potenza assorbita istantanea notevolmente più elevata (da 3 a oltre 10 kW) contro gli 1-2 kW di un comune boiler ad accumulo. Un tipo di boiler elettrico ad accumulo che sta prendendo piede è il sistema a pompa di calore, costituito da un boiler elettrico ad accumulo in cui il riscaldamento avviene inizialmente tramite una pompa di calore, molto più efficiente di una resistenza, fino a quando l’acqua raggiunge una temperatura intorno ai 55 °C, dopodiché il riscaldamento finale a 60 – 80 °C (anti-legionella) viene effettuato con la normale resistenza, poiché la pompa di calore è meno efficiente della resistenza alle alte temperature.
A gas (caldaia)
Lo scaldabagno a gas, invece che con una serpentina elettrica, riscalda l’acqua mediante una fiamma alimentata a gas metano, butano o GPL, modulando l’intero flusso idrico a una temperatura prefissata. A differenza dello scaldabagno elettrico, che rimane acceso anche per diverse ore per mantenere l’acqua in temperatura per colpa della normale perdita di calore dell’acqua all’interno del serbatoio, lo scaldabagno a gas accende istantaneamente la fiamma ogni volta che viene richiesta acqua calda e la spegne appena la richiesta viene interrotta, ed è quindi molto più conveniente dal punto di vista economico. Uno scaldabagno a gas è costituito da un corpo metallico contenente un tubo che corre a spirale al di sopra di una platea di ugelli per fiamma, e può utilizzare una fiamma pilota. Il funzionamento è relativamente semplice: la decompressione dell’acqua dovuta all’apertura del rubinetto apre una valvola che porta un notevole afflusso di gas agli ugelli, questo gas viene innescato dalla fiamma pilota, brucia e riscalda così l’acqua che passa nel tubo a spirale. Alla chiusura del rubinetto, la valvola toglie gas agli ugelli. La fiammella pilota deve restare sempre accesa: in caso di spegnimento accidentale (ad esempio per un colpo d’aria o una bolla nell’impianto di alimentazione a gas) una termocoppia (o un altro dispositivo di rilevazione) rileva l’assenza della fiamma e blocca completamente l’afflusso di gas fino a quando non viene eseguito un ripristino manuale, per evitare perdite di gas e conseguenti potenziali incidenti. Nei modelli più recenti la fiamma pilota è spesso sostituita da una scintilla elettrica che viene scoccata da un elettrodo o da una resistenza elettrica, che svolgono la stessa funzione (è sempre presente un rilevatore che nel caso in cui la scintilla non riesca ad accendere la fiamma manda in blocco l’apparecchio). In questo modo si ottiene un ulteriore risparmio economico, in quanto si elimina il consumo di gas dovuto alla fiamma pilota e si utilizza soltanto il gas strettamente necessario per il riscaldamento dell’acqua. Essendo dotato di dispositivi meccanici abbastanza delicati, atti a regolare il flusso dell’acqua, le case costruttrici consigliano all’atto dell’installazione di uno scaldabagno a gas l’impiego di un filtro meccanico, il quale serve a fermare le impurità solide eventualmente presenti nell’acqua di ingresso.
A legna
Lo scaldabagno a legna è un apparecchio nato nel corso del XX secolo per riscaldare l’acqua del bagno. È in uso ancora oggi, dato che il riscaldamento dell’acqua è rapido e poco costoso. Il principio di funzionamento è con alimentazione solida, in quanto il calore si ottiene bruciando legna nel fornello posto sotto il serbatoio. Oggi questo dispositivo esiste anche abbinato ad alimentazione elettrica con resistenza 1000-1200W.